HAIR F*CK, UN RITUALE CON LA DONNA AL CENTRO

"HAIRF*CK," una performance ardente e profonda, diretta da Vittoria Rizzardi Penalosa, ha trovato casa a Roma, nel cuore pulsante del Pigneto, nell’incantevole e misterioso studio di Alberto di Fabio. La serata si è accesa di magia, iniziando con la lettura di testi che vibravano di poesia, interpretati dalla scrittrice Flaminia Colella, dall’attrice Stefania Cangemi, e accompagnati dalle note di chitarra di Roberto Candidi.

La performance, avvolta nelle sonorità evocative di Massimiliano Frateschi, ha scatenato un'esplorazione intensa e rituale, indagando le complesse trame delle relazioni che le donne intessono con se stesse e tra di loro. Un unico filo di capelli, una treccia che lega fisicamente le interpreti, diventa il simbolo di un doppio gioco: quello delle pressioni sociali che, come un fardello invisibile, si abbattono sulle donne, imposte da uno standard di bellezza asfissiante; e quello della resilienza, intessuta insieme, che permette loro di navigare le acque tumultuose di queste aspettative.

La coreografia, ideata da Arianna Balestrieri e danzata con grazia e forza dalle artiste Giulia Alvear Calderon, Dana Cortez Lozada, Flaminia Amoroso, Alessandra Fontana e Chiara Borgh, sfida la competizione e la gelosia, quelle ombre che spesso minacciano di dividerle. Invece, celebra la loro interconnessione, l'intima rete che le unisce. La treccia diventa un potente simbolo: la bellezza, la giovinezza e la fertilità, ma anche la fragilità e la forza che le donne incarneranno per affrontare un mondo che, troppo spesso, le giudica solo attraverso l’apparenza.

Con questa performance, Rizzardi Penalosa avvia una conversazione profonda sul recupero della forza collettiva, sulla solidarietà tra donne, ricordando che la vera potenza risiede nel sostegno reciproco, ben al di là della rivalità. Una celebrazione di quella connessione che va oltre le apparenze, un richiamo alla bellezza che nasce dal cuore, dalla lotta, e dall'unione.

Testo e fotografie di Alessandro Asciutto.